Les Misérables dei giorni nostri in un intenso film francese

Il disagio e la violenza dei sobborghi parigini in tutte le sue tonalità di blu, bianco e rosso

Menzione speciale per Les Misérables, pellicola francese che si avventura tra le periferie cittadine e i sobborghi multiculturali nei quali imperversano conflitto, degrado e dramma sociale a più strati. 

Il film è diretto da Ladj Ly ed è vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes del 2019.
Lo stile è crudo e senza fronzoli, visto dalla prospettiva di una pattuglia di polizia che nel mantenere l’ordine finisce per somigliare nei comportamenti a coloro che è chiamata a “tenere in riga”. Una trama sicuramente non innovativa, anzi vista e rivista in più chiavi e da diverse prospettive sia culturali che di genere. Però bisogna ammettere che la storia narrata è davvero solida in tutta la sua semplicità e il film fila liscio come l’olio e si lascia guardare con piacere ed interesse.

I miserabili (Les Misérables) è un film del 2019 diretto da
Ladj Ly e basato sull’omonimo cortometraggio del 2017


Gli spunti di riflessione naturalmente sono tanti, e rilanciano l’interrogativo: dov’è che comincia per davvero un circolo vizioso complesso come quello delle polveriere sociali delle banlieue parigine, per esempio? Che poi non sono così diverse dalle periferie di Londra, Bruxelles, Roma e Milano, New York o Los Angeles. È un problema comune a quasi tutte le latitudini figlio della globalizzazione e di mille sue implicazioni, complicazioni e contraddizioni.
Il film risposte univoche e definitive non ne da, ma lascia spazio alla riflessione e all’autoriflessione con le parole di Victor Hugo dall’opera che presta il nome al film, Les Miserablés:
“Non ci sono cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori”

Ho apprezzato particolarmente il finale, intenso e dalla valenza simbolica notevole. L’inquadratura ultima specialmente, è un vero e proprio messaggio visivo. Un dardo. Una sfida per le nostre coscienze. Un possibile ponte verso il cambiamento oppure una scure che taglia la testa alle speranze di una giustizia sociale. A noi la scelta, e insieme ad essa l’ultima parola. 

Phil

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