Trono di Spade: lieto fine o epic fail?

Un flashback ripensando alla stagione conclusiva

La lingua va dove il dente duole recita un vecchio proverbio. Sarà per questo che ho più o meno inconsciamente deciso di andare a rivedere la stagione conclusiva di Game of Thrones?

Ah, a proposito: spoiler alert! Se seguite la serie ma non l’avete ancora conclusa oppure se avete intenzione di iniziarla a guardare…beh mi duole consigliarvi di terminare la lettura dell’articolo esattamente a questo punto perchè intendo fare delle brevi riflessioni sulla sua conclusione. Uomo avvisato, mezzo salvato (visto che siamo in vena di proverbi, diamoci dentro). Ah, e lo stesso vale per il gentil sesso. Mi riferisco alla mezza salvezza, non al darci dentro.
Ok, anche nel caso abbiate l’occhio rapido e rapace…con queste chiacchiere fuorvianti spero di essere riuscito a fermarvi prima che abbiate letto qualcosa di troppo.
Lo ripeto ad alta voce un’ultima volta – SPOILER – e vado avanti.

Non so perchè ma ho davvero sentito la necessità di andare a riguardarmi l’ultima stagione di GoT. Sentivo di averla masticata e digerita trooooppo velocemente quando è andata in onda. Al punto da poter tirare sì le somme, ma non a mente fredda e con cognizione di causa. D’altronde quando si consuma un pasto troppo in fretta capita facilmente di essere preda da attacchi di sonno e abbiocco di varia intensità, e la lucidità ne risente.
Bene, pur avendolo fatto con maggior calma e distensione questa volta, il senso e l’affaticamento da eccesso di velocità permane. Mannaggia alla miseriaccia amici miei, che gran cavolata hanno fatto i creatori di Trono di Spade nell’accelerare all’improvviso mettendo la quinta! Peraltro dopo esserci andati piano per anni.
Sei episodi per raccontare eventi che ne avrebbero richiesti almeno il doppio! La battaglia contro il Re della Notte in una sola puntata? Follia pura, dopo averlo atteso dalla primissima stagione!
E il conflitto finale con i Lannister? Anche qui, lo abbiamo aspettato con trepida impazienza – e con un desiderio traslato di rivincita e giustizia, aggiungerei – per quelli che ci sono sembrati secoli….e poi in meno di un’ora e mezza puff, volato via.

Proverbi capitolo terzo (senza scomodare però la Bibbia eh, altrimenti prendo fuoco):
la gatta frettolosa fa i figli ciechi. E infatti…
Il desiderio di risolvere tutte le questioni in sospeso in pochi episodi ha creato buchi, sbavature e scivolate un po’ in tutte le querelle aperte (se non apertissime).
Ci sono personaggi che hanno avuto evoluzioni talmente repentine da far sembrare gli invecchiamenti al cospetto del Sacro Graal in Indiana Jones una secolare chiacchierata tra Ent.
Sì, lo so, sto spaziando nella letteratura cinematografica con balzi pindarici, ma la velocità di GoT mi ha davvero mandato in overload le sinapsi. E le coronarie. E i sentimenti.
Già, soprattutto questi ultimi considerato quanto ero affezionato alla serie e a tanti dei suoi personaggi.

Prima di inciampare nell’errore opposto a quello dei signori Benioff e Weiss (i creatori della serie, ndr), ovvero dilungarmi all’infinito mentre loro hanno peccato di “conclusione precoce” (faccio il bravo e la chiamo così), aggiungo delle considerazioni random che ho maturato grazie al rewatch della season eight.

Personaggi preferiti.
Mi sono accorto che i miei sono tutti al femminile! Fatta eccezione per Tyrion Lannister, sagace e simpaticissimo gigante in miniatura, mi vengono in mente la Regina dei Draghi, Arya Stark, Brienne di Tarth ma soprattutto l’epica Lyanna Mormont!!
Ok, nutro simpatia anche per dei personaggi maschili, ma nessuno di loro mi ha entusiasmato quanto queste valorose, intelligenti e libere donne-guerriere!

L’evoluzione di Daenerys Targaryen, legittima erede al Trono di Spade.
E’ stato un processo naturale, un cambiamento progressivo e coerente, una mutazione sempre ben declinata, ragionata e raccontata. Fino a che le sono venuti i cinque minuti e da creatura felina è diventata tirannosauro schizoide!!! Ok, esagerò un po’, lo so.
Però se proprio doveva essere una morte da tipica sovrana Targaryen pazza e sanguinaria, che ne avessero raccontato meglio l’evoluzione almeno!! Diamine. Corbezzoli. Figa di fruga. Maremma.
Ma al di là di questo, uno spunto interessante: ci ho visto un possibile – e bellissimo – parallelismo con l’evoluzione di Anakin Skywalker in Star Wars, quando il giovane Jedi cede al lato oscuro e diventa Darth Vader.
Entrambi i personaggi condividono un passato di tragedie familiari e un futuro da predestinati. Entrambi sono stati vittime di ingiustizie e combattono con il fuoco nel sangue per avere una rivincita nei confronti di chi ha fatto loro del male e per ottenere finalmente giustizia.
Entrambi possiedono un enorme potere e un grande e generoso cuore. Entrambi amano intensamente ed entrambi vacillano sul filo del rasoio che collega bontà e rabbia, pace e odio, felicità e vendetta.
Entrambi vengono feriti e traditi una volta di troppo, ed entrambi cedono al lato oscuro e alla distruzione più per amore e sofferenza che per indole malvagia. Sono vittime del proprio passato, delle ingiustizie che un mondo troppo indifferente e distante ha lasciato accadere con eccessiva leggerezza.

Però se nel caso di Anakin Skywalker l’evoluzione è stata raccontata secondo me divinamente ne La vendetta dei Sith (che proprio per questo è forse il mio film preferito della saga, nonostante sia più affezionato alla mitica trilogia anni ’80), in quello della regina dei draghi c’è stato un salto di scrittura precipitoso e forzato, e la storia ha finito per inciampare. Non si rimane completamente convinti dal cambiamento che il personaggio della Clarke subisce nel corso di due o tre puntate, mentre quello avvenuto a Hayden Christensen è perfettamente dipanato lungo la durata di un unico film. Una differenza di qualità e avvedutezza nella scrittura che mi ha lasciato l’amaro in bocca nel caso di GoT.

Un salto lo faccio anch’io adesso, verso la conclusione, ma solo per non farvi invecchiare leggendo questo articolo.
Trono di Spade resta secondo me una delle serie tv più belle mai realizzate, uno spettacolo per gli occhi, per la mente, per il cuore. Ha avuto un finale non degno di ciò che era stato realizzato in precedenza, ma pazienza, non ogni ciambella riesce col buco. Nemmeno quella potenzialmente più gustosa e memorabile di sempre.
L’inverno è arrivato, ma se n’è andato troppo presto.

Ciò che è morto non muoia mai.

Phil

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