Primavera romana

In queste giornate primaverili millenni di storia tornano a risplendere.
E anche la città forse più decaduta al mondo torna a irradiare la propria antica forza vitale. Tornano visibili i solchi lasciati dai giganti e svaniscono le orme delle comparse.
Il fantasma eterno che anima la città eterna si reincarna, stagionalmente, ogni anno.
Ed è bellissimo.

Phil

Hesher…è stato a Roma!

Cronaca di una serata apocalittica insieme a Joseph Gordon-Levitt

In tv probabilmente l’avrebbero chiamata “operazione nostalgia”. Ma questo è un blog, e non c’è spazio nè per operazioni chirurgiche alla Dottor House nè tantomeno per missioni segrete alla James Bond.
Un filo di malinconia, ripensando a episodi come questo, emerge dai meandri della memoria e viene ad abbracciarmi, è vero. Ma non è la protagonista di questo brevissimo aneddoto che vorrei condividere con voi. Il vero protagonista è invece Joseph Gordon-Levitt, l’attore americano con il quale condivido anno e giorno (non mese però) di nascita.
Yeah, mega spoiler per chi finora non sapeva niente di me. Un attore che adoro e che mi ha emozionato e fatto divertire in svariate occasioni cinefile.
Bene, oggi è il suo compleanno (per il mio ci vorranno altri otto mesi invece) e ho deciso di fargli gli auguri (perchè ovviamente lui “mi legge” sempre eh!) ripercorrendo la trama di un episodio divertente che ci ha connessi lungo l’asse Roma-Los Angeles. Metaforicamente,
of course.

Ma iniziamo con gli auguri, l’educazione prima di tutto. E dunque: buon fottuto compleanno, carissimo Hesher! Ok, alcuni di voi lo conosceranno come Joseph Gordon-Levitt…ma per me resterà sempre Hesher! Why? Because Hesher was here! There, actually. Ma non impantaniamoci con gli avverbi. D’altronde il titolo originale è semplicemente Hesher, mentre in Italia che è stato allungato in Hesher è stato qui. Prolissi noi italiani. Guardate me infatti… Scherzavo, “non vi allargate”. Pernacchia e a capo.

Hesher è stato qui (Hesher) è un film americano del 2010 diretto da Spencer Susser

Ricordo nitidamente la freddissima sera in cui vidi questo film al cinema. C’era appena stata una delle nevicate più copiose che Roma ricordi, e l’intera città era paralizzata dal ghiaccio da diversi giorni. Letteralmente paralizzata, in quanto si trattava di un evento più unico che raro (quantomeno in quelle proporzioni antartiche).
Io mi avventurai ugualmente verso il cinema Quattro Fontane (se non erro) attraversando uno scenario quasi apocalittico per la Capitale, fatto di strade semi-deserte adornate da macchine scivolate fuori strada e ferme ai bordi con le quattro luci accese. Un silenzio asfittico, e un concerto luminoso di fanali intermittenti.
E ovunque un unico interminabile manto bianco.

Arrivato al botteghino, la maschera di sala avvertiva gli spettatori, prima che questi comprassero il biglietto, che all’interno il riscaldamento non era acceso a causa di un guasto e che quindi l’esperienza sarebbe potuta essere un tantino spartana, per usare un eufemismo. Alcuni desistettero all’istante e se ne tornarono a casa mentre altri decisero ugualmente di avventurarsi in sala. Dei pochi coraggiosi, almeno la metà abbandonò il cinema a fine primo tempo, per sopraggiunta ipotermia immagino.

Io non sentivo alcun freddo, invece. Perché sono uno yeti oppure Superman?
Naaa, tutto merito di un film dannatamente figo e divertente, e soprattutto di una colonna sonora ardente quanto le fiamme dell’inferno! Dall’inizio alla fine, titoli di coda inclusi.
Tornai a casa delirante di entusiasmo ed eccitazione. E incolume, per fortuna.
Che serata surreale e indimenticabile. Che figata. Mi viene la pelle d’oca anche adesso, dopo dieci anni, solo a ricordare il frame finale della pellicola, con Motorbreath sparata a tutto volume nella sala deserta e congelata. Congelata nel tempo e nello spazio della memoria.
Phil

Living and dying, laughing and crying
Once you have seen it you’ll never be the same
Life in the fast lane is just how it seems
Hard and it’s heavy and dirty and mean

Motorbreath, it’s how I live my life
I can’t take it any other way
Motorbreath, the sign of living fast
It is going to take your breath away

(Motorbreath – Metallica)

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

Romulus, una serie tv sull’alba della nascita di Roma

Romulus è una serie televisiva italiana creata da Matteo Rovere e andata in onda su Sky Atlantic a partire da novembre 2020. Una serie che a me è decisamente piaciuta!
L’opera narra le vicende che precedono la nascita dell’antica Roma, nel territorio di Alba Longa. Il regista dopo i due gioielli Veloce come il vento e Il primo re, sforna un altro prodotto di pregevole fattura, dipanato in dieci episodi.
Ho apprezzato in particolar modo la coerenza interna della storia e la non pretenziosità di chi ha concepito la serie che, mantenendo un profilo basso, onesto, ha realizzato un prodotto solido oltre che valido.

Romulus è una serie tv italiana del 2020 creata da Matteo Rovere e trasmessa da Sky Atlantic


A molti non è piaciuta stando a quanto ho letto in giro per forum e pagine, e dopo aver finito di guardarla posso provocatoriamente (ma nemmeno troppo) intuirne uno dei motivi principali: troppa poca fuffa? La maggior parte delle nuove serie tv somiglia sempre più spesso a delle soap opera, con degli intrighi banali e superficiali (vedi Barbari di Netflix, che sembrava una Beautiful in salsa vichinga) e una spettacolarità vana e fine a se stessa (vedi la super produzione britannica Gangs of London o quella anglo-italiana Devils). 

Romulus, invece, per quanto non esente da imperfezioni (uno su tutti il personaggio della vestale-guerriera Ilia, un po’ troppo edulcorato, oppure la sigla iniziale che ho trovato un tantino kitsch) si lascia guardare con un sereno piacere cinefilo. Questo perchè la serie tv realizzata da Rovere è ben recitata, ben scritta, ben diretta, ben “agghindata” (mi riferisco alla ricostruzione storica, e non solo dei costumi in senso stretto) e visivamente d’impatto.
Lunga vita alla dea Rumia, lupa ancestrale. 

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

L’apocalisse di Vespuccio sbarca nel resto d’Italia

Un videoclip del mio romanzo nei principali aeroporti e metropolitane d’Italia dal 13 al 19 luglio

Grazie a Telesia Tv e ad una sua iniziativa promozionale volta a supportare gli scrittori e i musicisti emergenti, un breve ma carinissimo spot del mio romanzo è attualmente on air sugli schermi delle metro di Roma, Milano e Genova e su quelli di quindici aeroporti da nord a sud della penisola.

Eccola:

https://www.youtube.com/watch?v=D7I2CMBLKIY

Vi ricordo che qualora vogliate acquistare una copia de “L’apocalisse sbarcò a Vespuccio” potete farlo su Amazon, cliccando qui, oppure ordinandola presso la vostra libreria di fiducia.

Se invece voleste prima saperne di più, chiedete pure alla Fenicedinotte.

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

error: Content is protected !!