Una serie pazzerella, intelligente e…spassosa!

Vi regalo una chicca che allevierà l’attuale deprimente lockdown

Ogni tanto ripenso a questa serie, vista qualche anno fa, con una certa nostalgia.
E una certa amarezza dovuta al fatto che è stata ingiustamente cancellata dopo una sola brillante stagione. E, dulcis in fundo, con una certa smemoratezza riferita al titolo!
Non a caso non l’avete ancora letto, hehe. Sì, lo so, adesso che lo scoprirete penserete che non è poi così difficile da ricordare, ma fatto sta che ogni qual volta ne parlo con gran fervore e voglio consigliarne la visione a qualcuno…il titolo mi sfugge sempre. Maremma scordaiola, maremma.
Quindi il presente articolo, oltre a farle giustizia in quanto colpevolmente sottovalutata dal grande pubblico, serve come promemoria a me stesso e a tutti coloro che, durante una chiacchierata a quattr’occhi, mi hanno visto scervellarmi senza successo su come cappero si chiama quella fighissima serie là

Si chiama Braindead, è una commedia satirica infarcita di elementi thriller e fantascientifici, è stata creata dai coniugi King (Robert e Michelle, autori anche di The good wife) e trasmessa dalla CBS nel 2015. Nota non da poco, la protagonista è la bella e brava Mary Elizabeth Winstead. A farle compagnia, tra gli altri, Danny Pino e un esilarante Tony Shalhoub.
Ecco, adesso sapete tutto.

BrainDead – Alieni a Washington è una serie tv americana del 2016 creata da R. e M. King

BrainDead è una serie divertentissima (a tratti mi ha davvero fatto sbellicare) ma anche decisamente originale (e fantasiosa) nell’approccio e soprattutto intelligente.
Sottile e tagliente nel suo umorismo spesso tra le righe, sbeffeggia la politica americana,
i suoi ingranaggi e i suoi attori con una lena coinvolgente e un occhio furbo e brillante. Dissacrante e satirica bipartisan, non fa sconti a nessuno. Palesi, e da crepare dalle risate,
i rifermenti non molto celati a presidenti e vicepresidenti recenti e passati.

Non mi stupisce, alla fin dei conti, che sia stata cassata dopo una sola stagione nonostante fosse un prodotto televisivo di assoluta qualità ma anche di leggera e agevole fruizione (quindi adatto a diversi target di pubblico): probabilmente era solo troppo scomoda.
A qualche eminente politico yankee deve aver fatto storcere il naso, e a qualcun altro deve causato fastidiosi pruriti nelle parti basse posteriori (ciò che l’alta società francese chiamerebbe finemente rodimento di culo).

Che peccato, amici miei. Una cosa che voi potete fare per fortuna c’è, però. Guardarla, scaricarla, o quantomeno provarla. D’altronde non se ne vedono spesso di serie in cui degli insetti alieni mangiano il cervello di politici americani diventandone poi i piloti. Ne vedrete di stranezze e assurdità, ma mai banali nè fini a se stesse.
Fatevi sotto, vi piacerà. C’mon pals, let’s fight the aliens and let’s fight the damn’ politicians!

Phil

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Una commedia…Irresistibile!

Ok, non propriamente una commedia, nonostante il tono sia tra l’ironico e il satirico dall’inizio alla fine. Ma credo che non la si possa che inquadrare così. Oppure commedia politica? Ma chissene, amici miei. Ciò che conta che è che si tratta di un film davvero piacevole e interessante da guardare.
Adoro le opere che brillano per il semplice fatto di essere state scritte bene. Niente effetti speciali nè misteri o creature dallo spazio, nè tanto meno un ritmo indiavolato e neppure un taglio surreale o criptico da cineasta avanguardista. Niente di tutto ciò. Quella di Irresistible è una storia semplice (almeno in apparenza) e raccontata in maniera leggera e coinvolgente. Recitata altrettanto egregiamente poi, in special modo dal protagonista Steve Carell, una maschera sempre sul pezzo.

Irresistible è un film del 2020 scritto e diretto da Jon Stewart


Oltre a questi pregi, la pellicola di Jon Stewart – poliedrico one man show della televisione americana (oltre ad essere regista è anche conduttore, comico, attore, produttore, scrittore e commentatore tv) – possiede quello di essere impegnata. Culturalmente e politicamente. E assolutamente d’attualità. Tanto per gli americani quanto per noi italiani, in quanto condividiamo con i cugini d’oltreoceano l’inclinazione per la truffa e il malaffare, soprattutto in tema di fondi elettorali. Non sono io a dirlo ma le inchieste e i tribunali.
Il film porta sul grande schermo, anche in questo caso in maniera estremamente semplice e diretta, alcuni dei meccanismi di occultamento e di re-indirizzamento poco trasparente (per usare un eufemismo) dei proventi delle ricchissime raccolte fondi che finanziano la politica americana. Certo da noi le modalità di finanziamento ai partiti avvengono secondo modalità molto differenti, almeno al momento della raccolta, ma la cronaca giudiziaria degli ultimi decenni mostra come spesso il denaro della politica confluisca nei conti bancari e nelle tasche dei privati, in modi altrettanto sofisticati di quelli a stelle e strisce. Ma torno a parlare di cinema adesso, che è meglio.

In conclusione Irresistible è secondo me un film ben realizzato, godibile, interessante e d’attualità. Io vi consiglio di dargli una chance e catapultarvi nell’America rurale del Wisconsin insieme a Mr Carell, e seguirlo nella battaglia tra democratici e repubblicani guidati rispettivamente da Chris Cooper (Il Ladro di Orchidee, American Beauty) e Brent Sexton (The Killing, Bosch). Molto brava anche Rose Byrne, nei panni dell’algida e ignorante stratega conservatrice Faith Brewster.

“This system, the way we elect people, it’s terrifying. And exhausting. And I think it’s driving us all insane” (Diana Hastings).

Phil

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