Solitude, una poesia meravigliosa

Un fugace momento poesia, folks. Un po’ perchè attraverso un periodo frenetico, cavalcando seccature e domando beghe, e non trovo il tempo per concentrarmi sulla produzione di materiale che valga la pena leggere, e scrivere.
Già ma, come saggiamente suggerisce quel volpone digital-francese del Merovingio in Matrix Reloaded: “Chi ha il tempo? Chi ha il tempo? Ma se non ce lo prendiamo mai il tempo, quando mai lo avremo il tempo?
E dunque eccomi qua, seppur fugacemente come anticipavo poc’anzi.

Vorrei condividere con voi una poesia dalla bellezza e dalla profondità smisurate, imho.
In realtà un suo frammento lo conoscerete già se amate il cinema. Però, forse proprio per questo, immaginerete che sia farina del sacco dello sceneggiatore magari. E che il passaggio sia da annoverare solamente tra le citazioni cinefile più memorabili di sempre. Lo è, per carità, ma è una meta-citazione. E’ il cinema che cita la poesia, e una in particolare:
Solitude, di Ella Wheeler.
Nel celeberrimo film Old Boy, osannata opera del regista koreano Park Chan-wook del 2003, ricorderete l’adagio: Ridi, e il mondo riderà con te. Piangi, e piangerai da solo. Fa parte della suddetta poesia. Versi che nella loro interezza, per sensibilità con la quale afferrano un’arteria pulsante dell’esistenza umana e per bellezza intrinseca, meritano di essere divulgati e apprezzati da tutti coloro che ne conoscono solo un accenno. And here we go.

Questa la versione originale, in lingua inglese:

“Solitude”

Laugh, and the world laughs with you;
Weep, and you weep alone.
For the sad old earth must borrow it’s mirth,
But has trouble enough of its own.
Sing, and the hills will answer;
Sigh, it is lost on the air.
The echoes bound to a joyful sound,
But shrink from voicing care.

Rejoice, and men will seek you;
Grieve, and they turn and go.
They want full measure of all your pleasure,
But they do not need your woe.
Be glad, and your friends are many;
Be sad, and you lose them all.
There are none to decline your nectared wine,
But alone you must drink life’s gall.

Feast, and your halls are crowded;
Fast, and the world goes by.
Succeed and give, and it helps you live,
But no man can help you die.
There is room in the halls of pleasure
For a long and lordly train,
But one by one we must all file on
Through the narrow aisles of pain.

Foto di @phil_wallace_marino

Questa invece una traduzione in lingua italiana:

“Solitudine”

Ridi e il mondo riderà con te.
Piangi, e piangerai da solo.
Poiché il vecchio mondo triste deve prendere
in prestito la sua allegria,
ma ha già abbastanza guai per conto suo.
Canta, e le colline ti risponderanno.
Singhiozza, e il tuo singhiozzo si perderà nell’aria.
L’eco è destinata a un suono gioioso,
ma si rifiuta di dare ascolto ai lamenti.

Rallegrati e gli uomini ti cercheranno.
Rattristati, ed essi ti lasceranno solo.
Vogliono la misura piena di tutto il tuo piacere,
ma non hanno bisogno del tuo dolore.
Sii felice, e avrai molti amici.
Siì triste, e li perderai tutti.
Non c’è nessuno che rifiuti il tuo vino di nettare,
ma dovrai bere da solo il fiele della vita.

Fa festa, e i tuoi saloni si riempiranno.
Digiuna, e il mondo ti passerà acanto senza sfiorarti.
Se avrai successo e sarai generoso, ciò ti aiuterà
a vivere.
ma nessuno potrà aiutarti a morire.
C’è spazio nelle sale del piacere
per un lungo treno di signori.
Ma a uno a uno dobbiamo metterci in fila
per passare gli stretti varchi del dolore.

Ella Wheeler Wilcox (5 Novembre 1850 – 30 ottobre 1919) è stata un’autrice e poetessa americana

Non la commenterò in alcun modo, lasciate che siano le parole della Wheeler a vibrare lungo le corde della vostra anima e giungete alle conclusioni che essa stessa vi suggerirà. A patto che ce ne siano, conclusioni.

Laugh, and the world laughs with you; weep, and you weep alone.

Phil

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