Apocalypse Now: un capolavoro senza età

Il celebre film di Coppola sul grande schermo in versione final cut

Può un rewatch essere più bello ed entusiasmante di una prima visione? Sì.
Con Apocalypse Now, quantomeno, per me lo è stato. Wow.
Premetto che erano almeno quindici anni che non vedevo il capolavoro di Francis Ford Coppola. Praticamente dai tempi in cui i videoregistratori sono andati definitivamente in pensione divenendo obsoleti. Questo perché possiedo una fighissima videocassetta originale che naturalmente non ho poi avuto occasione di rispolverare. Figa quanto vuoi ma priva di quei contenuti speciali che abbondano invece nei dvd special edition e nei blu-ray. Tipo le director’s cut, per esempio.


Ecco, pochi giorni fa è proprio la versione estesa che ho avuto modo di vedere. Anzi, che ho avuto la fortuna di vedere, poiché è avvenuto sul grande schermo di un piccolo ed estemporaneo cinema all’aperto (figlio della pazza voglia di pellicole che ci ha portato il Covid19). Le iniziative, quelle belle, insomma.
Difficile stabilire così su due piedi quali fossero esattamente le scene extra dopo così tanti anni dall’ultima visione. Ma poco importa, in realtà. Il risultato è stato comunque di un’ispirazione senza pari. Sono state tre ore di puro godimento e di totale immersione in un film senza tempo né etichette. Già perché Apocalypse Now è secondo me il film di guerra più originale e innovativo di sempre. Sì, l’ho detto.
La fotografia, le atmosfere, la colonna sonora, le maschere teatrali degli attori, i dialoghi, i monologhi, l’approccio artistico così affine alla letteratura e alla poesia…
Madonna ragazzi, che cosa ebbe la genialità e l’ardire di concepire il regista italo-americano!

Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola e liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad, Cuore di tenebra.


Quanti altri film avrà ispirato? Troppi! E quell’orrore finale…quante canzoni, opere d’arte e romanzi ne sono impregnati? Un numero spiazzante, difficile da mettere da mettere nero su bianco con velleità esaustive.
Quante cose ho notato e delle quali invece non mi ero mai accorto in precedenza! Merito del grande schermo, della versione restaurata o della mia maggiore maturità come spettatore? Chissà. E anche in questo caso, poco importa.
Una su tutte comunque, a titolo di curiosità: la canzone The Horror dei W.A.S.P., gioiellino probabilmente sconosciuto anche a moltissimi degli stessi amanti della musica hard’n’heavy, non è assolutamente pregno di quell’orrore esistenziale e molto umano tanto quanto lo è la guerra?


Che trip che è stato rivedere Apocalypse Now. E che avventura nel tempo e nello spazio delle cinematografia mondiale! Al vento i cappelli, ladies and gentlemen!

Phil

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