Ode a Christian Bale

Dite che non ne merita una, forse?

Sì, vabbè, ci mancherebbe che mi metta a scrivere poesie. Oppure odi ad un attore. Eppure…a quest’uomo voglio troppo bene, cinefilamente parlando, per non dedicargli queste righe d’ammirazione.

Da anni, in tanti non fanno che esaltarne le peripezie dietetiche – che lo portano sull’orlo della bulimia (vedi Vice) piuttosto che dell’anoressia (vedi L’uomo senza sonno) a seconda delle esigenze di copione, oppure si accaniscono a schernirlo per i comportamenti borderline nella vita privata, per le clamorose gaffe e per gli eccessi.
Beh riguardo alle prime, cosa dire? Che forza di volontà…e che follia probabilmente! Di sicuro la si può chiamare abnegazione, ed è ammirevole.


Riguardo alla seconda categoria di commenti invece – al di là della considerazione da farsi rigorosamente in latino aulico, cioè saranno pure cazzi sua, no? – mi tornano in mente personaggi celebri per prodezze simili che però restano nell’Olimpo delle rispettive categorie: da Mickey Rourke (ce l’ha scritto/scavato sul viso) a Johnny Depp (o pensavate che fosse un santo?) restando a Hollywood, oppure da Vedder (re assoluto delle figuracce per anni e anni, eppure una delle voci più belle al mondo) ad Ozzy Osbourne (campione mondiale di stravaganze agghiaccianti).
Beh lo stesso vale per Christian Bale: sarà uno dei tizi più strani che potrete incontrare su un set cinematografico, ma sarà – ed è! – anche uno dei più talentuosi. Ed espressivi. E carismatici. Ed emozionanti!


Ma perchè sto parlando di lui proprio adesso? Ieri ho recuperato una pellicola che mi era sfuggita di mano quando era uscita nelle sale: Ford v. Ferrari (nella versione italiana tradotto “I sette nani a nanna a casa di Nanni”. Ops, no, ma sarebbe potuto essere vista la fantasia tricolore in questi casi. Stranamente in questo caso ne hanno usata meno del solito ed ecco “La Mans ’66 – La grande sfida”).
Film davvero appassionante, grazie ad un ritmo serrato che non permette alla noia di avvicinarsi allo spettatore nemmeno di striscio, e grazie all’affiatamento spontaneo e funzionale di Matt Damon e Mr Bale.

Christian Bale è Ken Miles, pilota automobilistico britannico


Guardavo il volto stavolta ossuto e spigoloso del buon Christian, con le sue espressioni che oscillavano tra l’ingenuità fanciullesca e una cazzimma luciferina, e gustavo ogni singola parola pronunciata con un accento britannico marcato con elegante sbruffonaggine. già, e pensavo: che meraviglioso attore, che maschera! Non che avessi dubbi, ma è sempre così piacevole averne la conferma ogni benedetta volta.

Personalmente lo ritengo tra i dieci più bravi attori della sua generazione. E considerando che alcuni mostri sacri della vecchia scuola si sono un po’ rincoglioniti con l’età (sono constatazioni che non fanno piacere ad un cinefilo ma che in alcuni casi sono innegabili) lo inserisco nella top ten generale di quelli che calcano ancora i set! Imho, ça va sans dire.

Concludo con qualche piccola dritta. Ecco alcuni titoli che dovreste recuperare nel caso vi siate persi alcune delle sue più recenti interpretazioni (perchè eravate prigionieri delle macchine di Skynet oppure perchè vi aveva rapito Bane, o magari perchè vi nascondevate da un Patrick Bateman della porta accanto oppure eravate fatti di Prozium):

  • Vice – L’uomo nell’ombra (filmone!! Uno dei più belli degli ultimi due anni, per quanto mi riguarda. Bale stratosferico!).
  • La grande scommessa (che batterista, lol!)
  • Hostiles (che baffi! E che Rosamund Pike…)
  • American Hustle (a proposito di trasformismo!)

Io intanto cerco di recuperare una mia lacuna, forse addirittura l’unica della sua filmografia (me ne sono accorto adesso, maremma boscaiola!): The Promise. E vabbè oh, i rapimenti alieni non capitano solo a voi. Oppure mi sarà sfuggito a causa di un gioco di prestigio di quel mattacchione di Hugh Jackman, da sempre invidioso delle illusioni alla Houdini delle quali solo il buon vecchio Bale è capace!
Vabbè, ci riaggiorniamo. Bye folks!

Phil

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