Margini, un film punk sulla provincia

Un film sulla provincia e sul punk. Una commedia, commedia amara.
Sotto un certo punto di vista mi ha ricordato il mio romanzo.
Cos’hanno in comune?
Non molto, ma una cosa di sicuro: la provincia!
Anche se il film è meno caustico del libro (e va bene così).

Uscendo dalla sala ho ascoltato il commento di un gruppo di irriducibili punkettoni.
Non avevano capito quasi niente dello spirito e del sottotesto della pellicola.
Nemmeno il finale, che nel suo minimalismo io ho trovato di un realismo assordante, perfetto.
Non è colpa loro però, che anzi qualche tiepido commento positivo l’hanno anche dato nonostante la loro posizione da ultrà musicali.

Margini è un film italiano del 2022 diretto da Niccolò Falsetti


È che si tratta di un mondo così lontano da essere incomprensibile per loro.
La provincia è una dimensione a sè stante, con un linguaggio tutto suo, dinamiche peculiarissime e una malinconia, una deserticità stoica che può risultare ermetica a chi ne è estraneo.

Immagino che anche leggendo il mio libro, qualcuno nato e cresciuto in città possa aver avuto difficoltà a comprenderlo fino in fondo.
Mi sono chiesto: un limite del romanzo, così come del film?
No, l’universalità non può e non deve essere un fine univoco, una meta obbligata.
Anche perchè quella è una prerogativa molto pop.
Mentre romanzo e film, in modi profondamente diversi l’uno dall’altro, hanno un’attitudine ruvidamente punk.
Insomma “bella così”, come si dice a Copenhagen.

Phil

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