Volver, un saluto a Venezia

Tornare.
A distanza di pochi anni da quando l’ho lasciata, fermandomi per alcuni giorni a Venezia
mi sono incamminato lungo il sentiero della memoria.
Ho riavvolto il nastro del periodo in cui vi sono arrivato e ci ho vissuto, e ho ripercorso l’evoluzione del mio rapporto con la Serenissima in cinque fasi.
Perché tornare spesso contribuisce a rielaborare, a focalizzare, a comprendere più nitidamente.

La prima fase fu – naturalmente, direi – l’INCANTO, ovvero il rapimento dovuto alla bellezza della città (che avevo già visitato più d’una volta, ma sempre da bambino).

La seconda fase fu lo SMARRIMENTO, dovuto allo scontro-incontro con una città dalle dinamiche profondamente diverse rispetto alle altre città d’Italia (e forse del mondo).
A Venezia tutto funziona diversamente, spesso apparentemente al di là della logica.

La terza fu l’ASTIO, dovuto alla costante sensazione che la città mi respingesse, rendendo complicate anche le cose più semplici. E mostrandosi, quantomeno all’apparenza, disegnata e gestita più su misura dei turisti che delle persone che decidono di fermarsi a viverci.

La quarta fu l’ACCETTAZIONE, ovvero la resa spontanea e sincera allo spirito e alla bellezza della città, che prendono il sopravvento su tutti gli altri aspetti non appena si riesce ad adattarsi alla sua diversità.

photo by phil_wallace_marino

La quinta fu l’INNAMORAMENTO, inevitabile, con accezione mitologica anche fatale. Ineluttabile quando Venezia diventa parte di te con la propria anima romantica e malinconica, profonda ed esistenziale, al di là del tempo e dello spazio.
Una forza magnetica della quale percepisci spesso il richiamo quando le sei lontano.
E non puoi far altro che tornare, anche se solo per la durata di un respiro.
Volver.

Phil

Un flashback della Biennale di Venezia

E adesso un repentino ritorno al futuro. No, piuttosto al passato in realtà. Un flashback.
Niente cinema né DeLorean in questo post, infatti. Marty McFly e Doc non me ne vogliano.
Solo un estemporaneo salto indietro allo scorso autunno, per ripercorrere parte dei miei passi tra i padiglioni della Biennale di Venezia attraverso venti scatti.
L’edizione del 2020 è stata annullata/posticipata, perciò ho deciso rivivere quella del 2019. Vi ho partecipato a novembre, quando ancora vivevo in Laguna.
Enjoy.

Phil

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