Army of the Dead, che delusione epica!

Zack Snyder con il suo nuovo film scivola
su trecento bucce di banana

Sarò telegrafico: per me si tratta del film più banale mai girato da Zack Snyder.
Miseriaccia, che delusione!
Dopo un inizio che lascia davvero ben sperare…la pellicola crolla rumorosamente a causa di una sceneggiatura da terza media e di dialoghi a dir poco cheap.

L’apocalisse zombie del cineasta americano inciampa senza sosta in incoerenze che oscillano tra il plateale e addirittura l’abissale, insomma.
I giorni felici ed entusiasmanti di Re Leonida e dei suoi 300 iconici guerrieri spartani, così come la genialità narrativa e visiva di Watchmen, sembrano lontani anni luce purtroppo.

Army of the Dead è un film del 2021 del regista
americano Zack Snyder


Per carità, dei brevi momenti felici e godibili ci sono pure eh.
E impegnandosi a spegnere il cervello si possono apprezzare ritmi grind ed esplosioni di sangue, che sono le armi da sempre meglio padroneggiate dal regista di Green Bay.
Però considerate le aspettative – e soprattutto l’attesa di sette anni dal suo ultimo film –
non posso che indirizzare vigorosamente il mio pollice verso il basso nel giudicare questa pellicola.

Last but not least, non mi stupisce che si tratti di un prodotto targato Netflix, i cui standard ormai sono bassi come le acque di uno stagno in Arizona. Maremma arida, maremma.

Perdonatemi la causticità odierna, ragazzi. Sarà certamente a causa di tutta quella decomposizione zombie che stavolta mi sarei volentieri risparmiato ( – linguaccia).

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

Apocalypse Now: un capolavoro senza età

Il celebre film di Coppola sul grande schermo in versione final cut

Può un rewatch essere più bello ed entusiasmante di una prima visione? Sì.
Con Apocalypse Now, quantomeno, per me lo è stato. Wow.
Premetto che erano almeno quindici anni che non vedevo il capolavoro di Francis Ford Coppola. Praticamente dai tempi in cui i videoregistratori sono andati definitivamente in pensione divenendo obsoleti. Questo perché possiedo una fighissima videocassetta originale che naturalmente non ho poi avuto occasione di rispolverare. Figa quanto vuoi ma priva di quei contenuti speciali che abbondano invece nei dvd special edition e nei blu-ray. Tipo le director’s cut, per esempio.


Ecco, pochi giorni fa è proprio la versione estesa che ho avuto modo di vedere. Anzi, che ho avuto la fortuna di vedere, poiché è avvenuto sul grande schermo di un piccolo ed estemporaneo cinema all’aperto (figlio della pazza voglia di pellicole che ci ha portato il Covid19). Le iniziative, quelle belle, insomma.
Difficile stabilire così su due piedi quali fossero esattamente le scene extra dopo così tanti anni dall’ultima visione. Ma poco importa, in realtà. Il risultato è stato comunque di un’ispirazione senza pari. Sono state tre ore di puro godimento e di totale immersione in un film senza tempo né etichette. Già perché Apocalypse Now è secondo me il film di guerra più originale e innovativo di sempre. Sì, l’ho detto.
La fotografia, le atmosfere, la colonna sonora, le maschere teatrali degli attori, i dialoghi, i monologhi, l’approccio artistico così affine alla letteratura e alla poesia…
Madonna ragazzi, che cosa ebbe la genialità e l’ardire di concepire il regista italo-americano!

Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola e liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad, Cuore di tenebra.


Quanti altri film avrà ispirato? Troppi! E quell’orrore finale…quante canzoni, opere d’arte e romanzi ne sono impregnati? Un numero spiazzante, difficile da mettere da mettere nero su bianco con velleità esaustive.
Quante cose ho notato e delle quali invece non mi ero mai accorto in precedenza! Merito del grande schermo, della versione restaurata o della mia maggiore maturità come spettatore? Chissà. E anche in questo caso, poco importa.
Una su tutte comunque, a titolo di curiosità: la canzone The Horror dei W.A.S.P., gioiellino probabilmente sconosciuto anche a moltissimi degli stessi amanti della musica hard’n’heavy, non è assolutamente pregno di quell’orrore esistenziale e molto umano tanto quanto lo è la guerra?


Che trip che è stato rivedere Apocalypse Now. E che avventura nel tempo e nello spazio delle cinematografia mondiale! Al vento i cappelli, ladies and gentlemen!

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

L’apocalisse di Vespuccio sbarca nel resto d’Italia

Un videoclip del mio romanzo nei principali aeroporti e metropolitane d’Italia dal 13 al 19 luglio

Grazie a Telesia Tv e ad una sua iniziativa promozionale volta a supportare gli scrittori e i musicisti emergenti, un breve ma carinissimo spot del mio romanzo è attualmente on air sugli schermi delle metro di Roma, Milano e Genova e su quelli di quindici aeroporti da nord a sud della penisola.

Eccola:

Vi ricordo che qualora vogliate acquistare una copia de “L’apocalisse sbarcò a Vespuccio” potete farlo su Amazon, cliccando qui, oppure ordinandola presso la vostra libreria di fiducia.

Se invece voleste prima saperne di più, chiedete pure alla Fenicedinotte.

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

L’apocalisse sbarcò a Vespuccio

Il mio romanzo d’esordio

Ladies and gentlemen, è ufficiale: è appena stato pubblicato il mio romanzo d’esordio
“L’apocalisse sbarcò a Vespuccio”.

L’apocalisse sbarcò a Vespuccio – Un romanzo di Phil Marino

La storia narrata è una satira, grottesca e iperbolica, della mentalità ristretta della gente di un paesino italiano qualsiasi. E riflette anche l’immagine sempre più distorta di un’intera Italia.
Co-protagonista è il linguaggio stesso: ruvido, tagliente, carico, allegorico, colto ma in una dimensione “di strada”.
Il protagonista del romanzo invece è Willy, italiano di nascita ma cresciuto negli USA, che torna in patria per la prima volta dopo vent’anni per il testamento dei genitori. Stanco della situazione politica americana decide di fermarsi per alcuni mesi a Vespuccio (dove è nato).

Sin dal primo istante riscontra una frattura tra l’immagine idilliaca che aveva in mente e la realtà di profonda crisi culturale e civile che vede attorno a sé. Willy incontra, uno dopo l’altro, personaggi paradossali e assurdi che riflettono una visione del mondo surreale, arretrata e superstiziosa: una visione tipicamente meridionale ma anche tutta italiana.
A Vespuccio le sedute comunali avvengono nei bar, tra una bevuta e una partita a carte; i cittadini smaltiscono i propri rifiuti costruendo castelli di immondizia nelle campagne, si danno quotidianamente a un alcolismo senza freni.
Ci sono maltrattamenti impuniti, regole patriarcali e scenate medievali. I sacerdoti sono considerati come re e i bambini come divinità.
Razionalismo, logica e senso civico sono completamente ribaltate, in favore di un’ignoranza stagnante.

Quella di Willy è una lenta discesa nelle gole di un inferno di decadenza, nonsense e superficialità. Reale e surreale si fondono di capitolo in capitolo.
Ispirandosi a tutte le assurdità delle quali è testimone, Willy scriverà un romanzo rendendo popolare un paesino fino ad allora sconosciuto. Come spesso accade la popolarità e l’eco mediatico trasformeranno il comportamento e l’auto-percezione degli individui che ne sono al centro, amplificando le contraddizioni e le crepe di un’intera società e generando rivoluzioni e contro-rivoluzioni di etica e valori, conducendole all’estremismo e poi a una vera e propria apocalisse!

Se vi va di affrontare questo viaggio – dissacrante, grottesco, divertente, delirante, stimolante – insieme a me, potete ordinare il mio libro su Amazon. Cliccate QUI per essere indirizzati direttamente al link. E’ disponibile sia in versione cartacea che digitale (ebook). La prima è ordinabile anche da Feltrinelli o altre librerie del circuito.

E niente, that’s it folks.

Come recita quella vecchia preghiera: “l’apocalisse sia con te, e con il tuo spirito”.

Phil

P.S. per altre info riguardanti il romanzo, visitate il sito
https://apocalisseavespuccio.wordpress.com/

error: Content is protected !!