Ottimismo e nichilismo secondo Welsh, Boyle e me

Warning: post prolisso, molesto e onesto.

Non so se, as the years went by, ve ne siete accorti: le persone più ottimiste (e dico ottimiste per davvero, concretamente, e non per una forma di hippismo cheap “alla spada de foco maniera” o per una vocazione zen da biscotti della fortuna) spesso sono le più ciniche (nell’accezione colta) e nichiliste.

Perché?
Elementare buon vecchio Watson: una volta compresi e accettati l’abisso dell’esistenza umana e le minuscole dimensioni dell’Uomo nei meccanismi dell’universo…si fa un balzo in avanti e si accetta la vita nella sua pienezza tanto quanto nella sua limitatezza, e i rischi come conditio sine qua non per qualsiasi possibilità di raggiungimento di felicità e maturazione interiore. Il tutto passando per l’accettazione delle dinamiche del tempo, delle paure e della morte.

Tutto sto preambolo del cazzo per cosa poi? Ma niente, perché mi emoziona la bravura di Irvine Welsh, meravigliosamente traslata sullo schermo da Danny Boyle, nello spennellare i colori amari della modernità sulla tavolozza della vita.

Il monologo nel video qui sotto è la naturale evoluzione di quello super iconico di Trainspotting volume Uno, e ne è anche la negazione.
La conclusione – quel sorriso sornione, contraddittorio e “umano troppo umano” di Mark – è uno schiaffo di onestà che rivela come siamo noi oggi, con molte fibre del nostra identità in metastasi avanzata di consumismo e capitalismo. Ma tant’è. Choose life.

Phil

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!