Gangs of London trasuda adrenalina e sangue

La serie televisiva britannica è un’orgia di proiettili e botte da orbi

E’ possibile pensare, anzi esclamare, allo stesso tempo “ma che figata!” e “maremma che peccato però…”?
Beh sì, a quanto pare sì. Me l’ha insegnato questa nuova serie tv targata Sky.
Gangs of London, crime drama che più britannico non si può, è una produzione con i fiocchi, diciamolo subito. Volendo possiamo anche allargarci e definirla con i contro-fiocchi!
Una delle più grosse di sempre, no doubt.
E in effetti mostra innumerevoli pregi. Cominciamo da questi, ovvero con la prima delle due espressioni di meraviglia con le quali ho iniziato il post.
Fotografia? Top. Regia? Alti livelli. Ritmi? Forsennati. Atmosfere: cupe, violente, memorabili. Combattimenti: più che violenti e decisamente altrettanto memorabili. Sotto questo aspetto mi ha ricordato Banshee, una delle serie più cazzute e testosteroniche mai realizzate.
In tutto c’è una cura dei dettagli visivi e dinamici che definirei maniacale.
Il cast, con alcuni elementi già abbastanza noti – vedi Joe Cole (uno dei fratelli Shelby in Peaky Blinders), Michelle Fairley (Lady Stark in Game of Thrones), Colm Meaney (Star Trek, The damned United) -, fa bene il proprio lavoro ed è coerente con l’alto profilo dell’opera inglese.
L’intreccio, in definitiva, è arzigogolato e in costante progresso. I colpi di scena, quindi, si susseguono – anche con qualche esagerazione da un certo punto in poi – fino al termine.

Gangs of London è una serie televisiva britannica del 2020 creata da Gareth Evans

Insomma, staremmo parlando della serie dell’anno, se non fosse che…la scrittura non mi ha pienamente convinto. Anzi. E qui arriviamo alla maremma di inizio articolo. Maremma puramente figurativa, perchè si resta sempre sul suolo UK. Non spaventatevi, non appaiono all’improvviso nè Pieraccioni nè Ceccherini.
Dico questo perchè ci ho visto un potenziale enorme ma banalmente sprecato. Immolato ai fini di una sete eccessiva di consensi e popolarità. I quali sarebbero anche coerenti con il palese sforzo economico fatto per tirar su una produzione di tali proporzioni, eh.
Ma si è deciso di puntare a una tipologia di pubblico troppo frugale e acritica, e quindi molto poco cinefila. Non offendetevi se vi sentirete coinvolti, ma per come l’ho vista io la serie sembra indirizzata a un pubblico appassionato de L’onore e il rispetto o de La casa di carta piuttosto che a quello di un Breaking bad o dei Soprano. Affamato di azione e intreccio, ma poco attento alla coerenza interna o alla credibilità delle dinamiche di causa-effetto e di verosimiglianza. Già perchè se parlassimo di una serie fantasy, un drago me lo aspetterei. In una di genere fantascientifico, un alieno o una macchina del tempo non mi sorprenderebbero. Ma in un crime drama che punta parecchio sul realismo…ci sono diversi passaggi “piuttosto vistosi” che non hanno molto senso. E il loro Sherlock nazionale mi darebbe ragione. Agatha Christie, pure. Giusto Mr Bean potrebbe sollevare qualche dubbio, ma lui è belloccio e non si può avere tutto dalla vita.

Vabbè, l’ho buttata sull’ironico, se non in caciara, per cambiare argomento. Gangs of London, ne sono sicuro, al termine di questo folle e cruento 2020 non potrà che salire sul podio delle serie top dell’anno. Sappiatelo, e non fraintendetemi su questo punto. Ne sono convinto. Il rammarico di non aver goduto di una delle serie top addirittura del decennio, però, mi provoca non poco dispiacere onestamente. Perciò mi riferivo ad essa come a una grossa, grassa occasione sprecata. Quando il potenziale è visibilmente enorme, anche le aspettative crescono di pari passo.
Guardatela al più presto ad ogni modo, se non l’avete ancora fatto, perchè è pura adrenalina! C’mon pals!

Phil

N.B. Per commentare vai alla pagina del post (cliccando sul titolo )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!