Ohms, il grande ritorno dei Deftones

I pionieri dell’alternative metal tornano dopo quattro anni e fanno centro

Ho ascoltato Ohms, il nuovo album dei Deftones, e…mi è piaciuto molto!
L’ho trovato ispirato, sentito ma anche molto “ragionato”. L’alternanza di momenti decisamente intensi ad altri più introspettivi e atmosferici mi ha preso subito, prima ancora di arrivare a metà disco. E nel prosieguo dell’album ha mantenuto le premesse/promesse.
Il combo di Sacramento mi ha fatto una piacevolissima sorpresa in un periodo cupo e complicato. Grazie Chino Moreno (in formissima!) & company: I really appreciate it.

Ohms è il nono album in studio della band statunitense Deftones. Nella foto la cover dell’omonimo singolo di lancio.


Un breve approfondimento. Ammetto che per quanto io li conosca da una vita, praticamente dalla nascita (erano i tempi in cui MTV dava spazio e credito anche all’underground, e li conobbi così!) non sono mai stato un super appassionato dei Deftones. Quindi non saprei, magari il mio giudizio è più “lightminded” di quello che avrà un loro fan sfegatato, e potrei risultare eccessivamente entusiasta. Può essere, ma resta il fatto che oggettivamente Ohms è un album con tutti i crismi. E poi ha un suono, e una produzione, proprio di mio gusto! Cool.

Un altro punto a suo favore, dulcis in fundo, è che Ohms è incredibilmente evocativo. Richiama immediatamente le sonorità di un’epoca andata, di una scena musicale underground di grande valore che è scivolata nell’oblio (oppure che ha semplicemente esaurito le proprie premesse, il proprio collante con il periodo storico di riferimento e con la società dal cui grembo era nata). 
Non saranno più i Deftones di una volta probabilmente, ma mi sembra che abbiano ancora qualcosa da dire. E che sappiano farlo ancora con una certa classe! 
E poi ragazzi, in un’annata come quella attuale, con scarsissime uscite nel mercato discografico (sia a livello numerico che qualitativo), un album come questo è grasso che cola. Nonchè metallo che scintilla.

Phil

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