Babyteeth e la sottile linea tra dramma e candore

Una storia difficile raccontata con semplicità in uno dei film più belli visti quest’anno

Un film che si è lasciato guardare con attenzione e leggerezza, nonostante la serietà dell’argomento trattato e la complessità psicologica dell’intreccio. E a dispetto di un ritmo mai forsennato non mi sono distratto un attimo, cosa che – ahimè – accade sempre più raramente.
Babyteeth mi ha colpito e fatto pensare. Mi ha emozionato e rattristato. Mi ha lasciato nell’animo gli stessi segni di un incontro casuale ma significativo con un estraneo con il quale si entra immediatamente e inaspettatamente in sintonia. Un estraneo con un vissuto complesso e difficile, simile ma al contempo estremamente diverso dal nostro.

Babyteeth è un film australiano del 2019 diretto da Shannon Murphy e basato sull’omonima opera teatrale di Rita Kalnejais

Come sapete non è mia abitudine dilungarmi in trame e descrizioni, e non lo farò nemmeno stavolta. Posso però riassumere il tema del film con una domanda aperta, che magari stimolerà in voi curiosità e anche una certa creatività nel rispondervi prima ancora di averlo visto. Se così fosse, interpretatelo come un semaforo verde: la pellicola fa per voi.
Come immaginereste la nascita di un rapporto tra un’adolescente ammalata di cancro e un giovane tossicodipendente che vive di espedienti?
Entrambi vivendo alla giornata seppur per motivi opposti, tutti e due con rapporti familiari inevitabilmente atipici e difficilmente inquadrabili da chi non ne condivide la drammatica quotidianità.

Non aspettatevi un drammone che vi spezzi le gambe o che vi ottunda il diaframma bloccandovi il respiro. No, il taglio che la regista (Shannon Murphy, esordiente, complimenti a lei!) dà alla storia è di tutt’altra prospettiva. E’ infatti ironico, tenero, spontaneo, poetico, intimista.
Il dramma, troppo grande e corrosivo per essere nascosto, è inquadrato senza pedagogismi né demagogia. Senza giudizi né morale. Senza condanne né assoluzioni. Senza risposte. Solo un’unica, profonda domanda alla quale ognuno di noi può rispondere in modo personale e secondo la propria sensibilità.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, è sempre e solo una nostra scelta. E Babyteeth la rispetta in pieno.
Andare avanti e lottare o fermarsi e respirare? Cosa lasciarci dietro o cosa vorremmo avere dinnanzi a noi? Cosa è più importante? Cosa lo è davvero?
At the end of the day, chi siamo?

Dopo tante domande concludo con un’affermazione, decisa e a cuor leggero: che brava Eliza Scanlen! Non che gli altri protagonisti e co- non lo siano, eh. Toby Wallace specialmente. Però la giovanissima attrice australiana, che avevo già apprezzato molto nella serie tv Sharp Objects, è semplicemente splendida! Il futuro è suo.

You birds are crazy.

Phil

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