Una serata (indimenticabile) con il Consorzio Suonatori Indipendenti

La mia riflessione a cuore aperto su un concerto unico e irripetibile

Il concerto che in data 5 ottobre 1996 i C.S.I. tennero in memoria di Beppe Fenoglio è,
per quanto mi riguarda, qualcosa di trascendente e trascendentale.
In realtà si tratta di molto più che un semplice live, poichè l’evento fu preziosamente arricchito da testimonianze dirette dei familiari del drammaturgo partigiano e di brani scritti dallo stesso autore e recitati da coloro che salirono sul palco della chiesa di San Domenico ad Alba (presenti nella versione video/vhs della release, ndr).
Ciò che di unico e irripetibile avvenne quella sera nel paesello piemontese è stato pubblicato due anni più tardi come album dal vivo dei C.S.I. con il titolo “La terra, la guerra, una questione privata”.
E, come parte della magia che pervase quell’insolito e improvvisato auditorium, la registrazione trasmette perfettamente le vibrazioni irripetibili che Giovanni Lindo Ferretti
e la sua famiglia musicale generarono suonando parte del loro repertorio artistico.

“La terra, la guerra, una questione privata” è un album dal vivo del Consorzio Suonatori
Indipendenti. E’ stato registrato nell’ottobre del 1996 e pubblicato a gennaio del 1998

Ho parlato di trascendenza poichè quello che giunge alle mie orecchie è la celebrazione di un rituale – profano – estatico e mistico come non ne esistono in alcuna conclamata religione.
Mi stupra il cuore e mi ingravida la mente quasi sempre. Ma perchè parlo di coercizione?
Perchè ciò avviene spesso contro la mia volontà. A volte vorrei semplicemente ascoltare musica, a cuor leggero come direbbe oggi Ferretti, e invece l’ascolto mi pervade, mi percuote dall’interno, mi scuote, mi rende gravido di pensieri, percezioni e comprensione.
C’è poco a questo mondo che riesce in questo, almeno per quanto riguarda il sottoscritto.

Non soltanto io sono rimasto candidamente esterrefatto e commosso però, e a conferma di ciò basterebbe ascoltare ciò che il cantante Giovanni Lindo affermò all’epoca della release: «Picchia duro. Riascoltata un anno dopo la registrazione della serata ci ha turbato. Abbiamo deciso di fermarla, trasformarla in un disco. Un disco eccessivo che non si può tenere nascosto né si può consumare a cuore leggero. Difficile da gestire. Non è un disco live, nemmeno un concerto, è una serata in onore e a memoria di Beppe Fenoglio.
Un luogo, un pubblico, un contesto irripetibile»

Che dire ripensandoci?
Semplicemente questo: infinita gratitudine e immenso amore per questi figli dell’Emilia (paranoica ma meravigliosa)!

Phil

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Flashback, un film che attraversa il muro del nuovo millennio nelle due direzioni

L’opera di MacBride è un ritorno, stilisticamente notevole,
ai trip anni ’90

Flashback, conosciuto anche col titolo The Education of Fredrick Fitzell, è un film che potrei definire figliol prodigo degli anni ’90.
Ci rivedo i voli pindarici, che alcuni chiamerebbero illusioni e altri allucinazioni, di David Lynch, di Strange days e di Requiem for a dream. Ma questo soltanto in termini cinefili, perché in realtà ci vedo un’intera epoca, o meglio l’epica di un’intera epoca. E dovrete perdonarmi il gioco di parole perché è davvero fulgente questa mia visione.

Invisibile ma roboante, l’anelito di un periodo storico di rottura sanguinante rispetto alle tre decadi precedenti, e di preparazione al salto nel vuoto degli anni 2000. C’erano tanto pensiero, tanto sentimento, tanta azione. Un condensato di idealismo struggente e realismo deflagrante. Si combatteva, nel cuore di chi era in grado di percepirlo, lo scontro dello spirito di un millennio contro il muro del suo vertiginoso annichilimento. Un muro in frantumi che preparava allo sconfinamento di un futuro a folli velocità. I rottami sono tutti attorno a noi, anche se per la maggior parte di noi è troppo presto per notarli.

C’è anche questo nascosto sotto la pelle dell’ultima opera del regista e scrittore Christopher MacBride. Ma tranquilli, tutti questi discorsi cervellotici potete anche risparmiarveli godendovi semplicemente il film – alla fin dei conti è una pellicola ed è volta all’intrattenimento, perciò l’esperimento della sua funzione saggistica è facoltativo.

Flashback, conosciuto anche come The Education of Fredrick Fitzell, è un
film del 2020 scritto e diretto da Christopher MacBride e distribuito nei
cinema e sulle piattaforme streaming USA nel 2021

Flashback, che d’ora in avanti sia nelle mie chiacchiere cinefile che nei miei monologhi interiori chiamerò sempre e solo The Education of Fredrick Fitzell (mi piace di più e lo trovo più consono), è un bel film ma non certamente un capolavoro intergenerazionale, questo va detto. Pas mal, comunque, visto che di appartenenti a tale meravigliosa categoria non ne sfornano quasi mai di nuovi.
Però se apprezzate i film non lineari – espressione neutra per indicare quelli che io definisco trip mentali – nonché l’estetica avanguardista dei 90s, credo proprio che la pellicola in questione vi piacerà e non poco.
Il tempo di abituarvi alla botta, e viaggerete molto piacevolmente. Io l’ho fatto, e la pellicola di MacBride è risultata una delle sorprese cinematografiche più piacevoli di questo 2021.

Enjoy,
Phil

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